[PRIMO SOCCORSO]

[PRIMO SOCCORSO]

Messaggiodi Kap » 28/04/2010, 9:46

Apro questo topic, sperando di fare cosa gradita, con lo scopo di informare tutto il gruppo su come risolvere alcuni problemi di salute relativi al nostro sport (ovviamente parlo di punture d'insetti, ferite, contusioni, ecc...).

Avevo già proposto al Pres. McNally di fare un mini corso di primo soccorso, ma poi pensandoci bene non è che ci servono tutte quelle informazioni...
Potete aggiungere consigli e informazioni, poi provvederò ad aggiungerlo nel messaggio principale.

Fonti: SAM, Wikipedia, Vari
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Re: [PRIMO SOCCORSO]

Messaggiodi Kap » 28/04/2010, 10:09

PRIMO SOCCORSO

INTRODUZIONE
Il problema delle emergenze sanitarie che si verificano al di fuori di ambienti attrezzati per il loro trattamento, come gli ospedali, riguarda tutti noi. Ognuno di noi in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo può assistere ad un incidente o ad un infortunio o trovarsi di fianco ad una persona che viene colpita da un malore improvviso.
In tali situazioni, tranne rari casi, non è presente personale sanitario che può intervenire in modo preciso ed efficace.
Mon solo, può esistere la più moderna, collaudata ed attrezzata organizzazione di soccorso sanitario extraospedaliero ma senza la coscienza e la razionalità di chi per primo si trova sul luogo dell'incidente o del malore questa non potrà essere attivata e quindi non potrà essere di alcun beneficio per il paziente in modo celere.
Il primo soccorso si esercita ovunque, nelle più svariate condizioni e circostanze.

DEFINIZIONE DI "PRIMO SOCCORSO"
L'insieme degli interventi che servono ad assicurare la sopravvivenza ed a evitare l'insorgenza di ulteriori danni agli infortunati o alle persone colte da malore improvviso fino all'arrivo di soccorsi organizzati e qualificati.
Va sottolineato come un intervento corretto nell'intervallo di tempo che precede l'arrivo dei soccorritori con gli opportuni mezzi può essere fondamentale per salvare la vita di una persona.
Portare un primo soccorso efficace non significa soltanto intervenire sulla vita se lo si sa fare attuando le prime manovre di soccorso, ma soprattutto di evitare alla persona danni ulteriori ed anche mettere in moto la macchina dei soccorsi in modo corretto.

Il primo soccorso si diversifica dal pronto soccorso che viene così definito:
- il pronto soccorso è effettuato da personale sanitario con l'ausilio di specifici presidi strumentali e farmacologici direttamente sul luogo dell'emergenza, durante il trasporto del paziente sul mezzo di soccorso ed all'arrivo in ospedale.

COME COMPORTARSI
La regola primaria e fondamentale del primo soccorso è non nuocere: il primo soccorritore deve evitare qualsiasi intervento che possa aggravare le condizioni dell'infortunato; è preferibile che non faccia nulla se non è più che perfettamente in grado di fare, piuttosto che attuare manovre di cui non è sicuro e che potrebbero essere dannose!

Altri fondamentali principi di un primo soccorso da parte del primo soccorritore sono:
- mantenere la calma e soprattutto farla mantenere ai presenti;
- non volere strafare;
- agire sempre con cautela;
- agire velocemente ma mai con la fretta;
In definitiva il primo soccorritore deve organizzare i soccorsi!!!
Prendiamo l'esempio di un incidente stradale con feriti (ma potrebbe essere anche un malore, una caduta accidentale o qualsivoglia altra circastanza in cui è presente una situazione di emergenza/urgenza di carattere sanitario): sicuramente è una situazione carica di emozioni per cui è fondamentale mantenere la calma.
Questo consentirà di rendersi conto in modo preciso di ciò che è accaduto. Tutti possono fare qualcosa per un ferito con un poco di intelligenza e di umiltà, un minimo di nozioni ed utilizzando mezzi di fortuna sapendoli usare.

E' sempre fondamentale assicurare la sicurezza:
- sicurezza del luogo;
- sicurezza del soccorritore;
- sicurezza del ferito.

La sicurezza del luogo va intesa come la messa in atto di quegli accorgimenti che mirano ad evitare ulteriori incidenti, o l'aggravamento dello stesso, come, ad esempio, lo spegnimento del motore dei mezzi coinvolti nell'incidente stradale se fosse ancora acceso, segnalazione dell'incidente ai conducenti che stanno sopraggiungendo (con triangolo rosso, corpetto rifrangente obbligatorio di legge, con segnalazioni luminose se in ambito notturno, personalmente con gesti delle mani per fare rallentare chi giunge, garantendo comunque sempre l'incolumità personale) oppure togliere la corrente prima di approcciarsi alla valutazione dello stato di salute di un folgorato, oppure impedire ai presenti di fumare se ci sono delle fuoriuscite di carburante per un eventuale rischio di incendio.
la garanzia della sicurezza dell'ambiente è direttamente correlata alla sicurezza personale che ha però significato ben più vasto.

Un soccorritore potrà essere utile al ferito solo se eviterà di compromettere la propria integrità fisica durante l'intervento, quindi, oltre la sicurezza del luogo va considerata di primaria importanza l'autoprotezione.
Per "autoprotezione da rischi di contagio" si intende l'attuazione di tutte quelle pratiche e accorgimenti atti a non esporre, o esporre il meno possibile, il soccorritore alla possibilità di contrarre malattie che possono anche risultare molto gravi e invalidanti. A questo proposito è da ricordare che i fluidi corporei come il sangue, urina, ecc. possono veicolare patogeni in grado di trasferirsi dall'infortunato al soccorritore. In questo capitolo vanno racchiuse quindi malattie quali l'aids, epatiti ed altre che, se pur meno gravi e curabili sono comunque ingiustificate se contratte per non curanza, superficialità o manie di grandezza che non hanno permesso al soccorritore di prestare l'adeguata attenzione.
E' necessario perciò non strafare e non sopravvalutare le proprie possibilità.

Altro punto è il ferito che, soprattutto se privo di coscienza, è completamente indifeso dall'ambiente ed anche da soccorritori pasticcioni e maldestri.
A questo punto il soccorritore dovrà cercare tra i presenti persone competenti che possano essere utili:
- medici o infermieri per il soccorso diretto al paziente;
- tutori dell'ordine per mantenere la calma dei presenti e favorire il necessario intervento dei soccorsi organizzati;

E' importantissimo tenere lontani i curiosi, gli esagitati e coloro che vogliono intervenire ma lo fanno in modo errato.
Tutto questo senza perdere assolutamente tempo in inutili discussioni con chicchessia! Definita la sicurezza, il soccorritore dovrà rendersi conto rapidamente delle condizioni del ferito o dei feriti al duplice scopo di attivare i soccorsi in modo corretto e di intervenire con le prime manovre se è a conoscenza di cosa deve fare.

ATTIVARE I SOCCORSI
E' fondamentale in questa fase avere dati precisi e completi per dare modo all'operatore del 118 di far intervenire quanto in più breve tempo possibile i mezzi di soccorso, facendo anche la scelta più appropriata di cosa inviare se ad esempio l'ambulanza con medico a bordo, solo l'ambulanza con a bordo soccorritori non medici, oppure invio di mezzi speciali come l'eliambulanza (elicottero di soccorso). da ricordare che il 118 è anche collegato via telefono con linee preferenziali alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, nel caso ci fosse bisogno anche del loro intervento.

Per fare un esempio pratico ecco una possibile buona telefonata al 118:
"E' successo un incidente tra via garibaldi e via mazzini. Sono coinvolti una macchina ed un ciclista. Il ciclista è a terra, non si muove, non è cosciente ma respira e perde molto sangue dalla testa. Il mio numero di telefono è xxxx.."
In poche parole sono state date le informazioni fondamentali.
Il numero di telefono è importante perché l'operatore può richiedere precisazioni ulteriori riguardo al luogo dell'incidente e sulle condizioni del paziente; ricordarsi che l'operatore che ci risponde è un paramedico diplomato e quindi è lui stesso un soccorritore del corpo sanitario quindi le domande a cui potrebbe sottoporci non sono una perdita di tempo ma parte integrante del soccorso stesso.
Dopo aver effettuato la chiamata il soccorritore dovrà, se ne ha le capacità, mettere in atto le manovre di cui è in pieno possesso per portar ulteriore soccorso al ferito. Vi parrà strano ma fra fare una breve telefonata e poi prestare soccorso o iniziare un soccorso per poi dover chiamare il vero soccorso è preferibile sicuramente la prima manovra, soprattutto perché si guadagna tempo a volte preziosissimo !

Ricordate una cosa importantissima: sul luogo di un incidente se il paziente nella posizione in cui si trova si lamenta per il dolore per nessuna ragione dovete farlo muovere, spesso anche chi ha un semplice dolore al costato o al tronco o anche chi non presenta dolore ma è altamente in stato di agitazione non deve per nessun motivo essere mosso, non si è in grado di conoscere le possibili forme traumatiche interne sia a livello osseo che a livello di importanti organi e spostandolo si potrebbe peggiorare la situazione anche in modo gravissimo !!!


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BASIC LIFE SUPPORT (Manovre BLS)

POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA (PLS)

La posizione laterale di sicurezza, o PLS, è una tecnica di primo soccorso utilizzata per permettere ad un infortunato in stato di incoscienza di respirare liberamente. Ciò è possibile perché impedisce alla lingua di scivolare verso la gola e, in caso di vomito, i liquidi non vanno ad ostruire le vie aeree ma scorrono verso l'esterno del cavo orale.

Nonostante l'utilità di questa manovra, chiunque si trovi di fronte ad un infortunato non può operarla immediatamente, ma deve sempre osservare un preciso comportamento, volto a garantire innanzitutto la sicurezza del soccorritore e, quindi, la sicurezza e la salvaguardia del soggetto da soccorrere (primo soccorso).

È di fondamentale importanza ricordare che posizionando un soggetto in PLS si muove la colonna vertebrale, ed è quindi una manovra da evitare qualora si abbia il sospetto, o la certezza, di un trauma alla stessa in base alla dinamica dell'incidente o ai dati evidenti.

Per poter eseguire questa manovra bisogna assicurarsi il soggetto respiri ed abbia un battito cardiaco presente. In caso contrario bisogna allertare il 118 e praticare il BLS. Salvo casi di grave necessità, i pazienti traumatizzati devono essere trattati esclusivamente da personale addestrato.

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ESECUZIONE DELLA MANOVRA
A partire da un soggetto in posizione supina con gli arti allineati lungo il corpo si deve innanzitutto individuare il lato su cui questo andrà ad appoggiare, dopodiché:

- il soccorritore si posiziona dal lato scelto, controlla che nella bocca non ci siano oggetti (dentiera, gomme da masticare, etc...) in grado di ostruirlo. Se sono presenti bisogna asportarli
sul suo lato il soccorritore piega il ginocchio dell'infortunato ed estende accanto a sé il braccio del soggetto, lasciando il gomito flesso. Il braccio ed il torace formano così un angolo di circa 90 gradi sul terreno, il ginocchio forma invece un angolo meno esteso e verticale.
- il soccorritore posizione la mano dell'arto superiore opposto a sé tra la testa dell'infortunato e la spalla dal proprio lato, o poco più in basso.
- infine afferra il soggetto per la spalla e per il fianco opposti a sé e, tirando, fa ruotare il corpo dell'infortunato, che dovrebbe ritrovarsi accovacciato sul lato prescelto, con la mano del lato opposto sotto la testa. Se presente, un secondo soccorritore può sostenere il capo durante la rotazione per evitare movimenti bruschi.

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PUNTURE DI API, ZECCHE, INSETTI VARI E MORSI DI VIPERE

VESPE - API
Questi insetti sono dotati di pungiglione collegato ad un sacco velenifero; con la puntura il veleno viene iniettato localmente, provocando un dolore immediato ed abbastanza intenso, seguito da gonfiore, arrossamento, prurito.

Differenza tra api e vespe, che condiziona il tipo di puntura e le manovre di primo soccorso:
La vespa possiede un pungiglione dalle pareti lisce quindi nella puntura il pungiglione entra ed esce dalla cute tornando ad essere pronto per colpire nuovamente.

L'ape possiede un pungiglione uncinato e durante la puntura rimane infisso nella pelle insieme alla ghiandola velenifera; ciò permette al veleno di essere continuamente iniettato ma determina la morte dell'ape.

La prima cosa da fare in questo caso è asportare il pungiglione: deve essere sfilato con la massima cautela, servendosi della lama di un coltello (la parte non tagliente) possibilmente sterilizzata con una fiamma e opportunamente raffreddata.
Il pungiglione non va mai, comunque, strappato con le dita o con le pinzette, poiché si rischia di rompere il sacchetto velenifero, se è ancora integro, iniettando ulteriormente il veleno.
La zona interessata dalla puntura va poi lavata con acqua; possono essere effettuate delle "toccature" con garza imbevuta di ammoniaca ma senza lasciarla sulla cute perché essendo caustica potrebbe danneggiare il manto cutaneo.

[Info]
Esistono in commercio delle garze monouso imbevute di ammoniaca, fatte apposta per le punture d'insetti.
Esempio: http://www.ipump.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/607e5fb39b9a939420a2b2ad22bb5c6a.gif

Per diminuire il dolore o il fastidio e contemporaneamente rallentare la circolazione locale si può applicare del ghiaccio ma non a diretto contatto con la pelle bensì interponendo una garza o un fazzoletto pulito.

La pericolosità della puntura di ape e vespa nella maggior parte dei casi è piuttosto ridotta, ma può verificarsi un certo rischio per la vita nel caso in cui:
- l'individuo sia allergico al veleno;
- la quantità di veleno sia molto elevata (punture multiple)
- la puntura si verifichi in particolari zone del corpo, come il collo o l'interno della bocca: in tali sedi il gonfiore conseguente alla puntura può portare ad una ostruzione delle vie respiratorie.
La reazione sistemica è caratterizzata da mal di testa, febbre, crampi, gonfiore diffuso in tutto il corpo, nausea, difficoltà respiratorie, fino alla perdita di coscienza.
E' consigliabile non lasciare mai incustodite lattine di bibita aperte, poiché il loro contenuto fortemente zuccherino richiama gli insetti, che possono cadervi all'interno ed essere in tal modo introdotti accidentalmente in bocca.

APE - VESPA
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ZECCHE
Le zecche sono acari che si nutrono di sangue, il loro morso è praticamente indolore e non viene avvertita, tanto che questo parassita può restare attaccato alla pelle indisturbato sino a quando non ha terminato il suo pasto di sangue. In genere, infatti, la presenza di una zecca viene rilevata per caso alla vista o al tatto.

La zecca deve essere staccata dalla sede in cui si trova in maniera tale da far sì che l'apparato boccale (rostro) non resti conficcato nella cute rischiando di provocare un'infezione: non deve perciò essere strappato, ma conviene rendere l'ambiente inadatto alla zecca cioè privandola di ossigeno e quindi fare in modo che apra il rostro e la si possa togliere.
Per fare questo si può coprirla con olio di vasellina ma questa pratica richiede parecchio tempo, oppure usare una goccia di ammoniaca o di alcol o di benzina oppure ancor meglio un prodotto non tossico e mirato come il frontline che è largamente usato per cani e gatti.
Dopo qualche minuto che si è messa qualche goccia di uno di questi prodotti la si può facilmente asportare con un paio di pinzette.
Cosa importantissima, che fino a quando tende a fare una grossa resistenza a venir via trattenendola con le pinzette nel punto esatto di inserzione nella pelle significa che è ancora viva e quindi con il rostro ben serrato!

[Alternativa]
Senza utilizzare olio o alcol per soffocare la zecca, in commercio esistono delle pinzette che vanno a stringere il rostro, poi si gira in senso antiorario e si sfila via la zecca.
Esempio di pinzetta:http://www.farmacare.it/img_500-72dpi/937414656.jpg

Bisogna evitare di schiacciare la zecca poiché si tratta di una femmina gravida e si rischia di provocare lo spargimento delle uova per cui una volta tolta con le pinzette è meglio bruciarla con una fiamma (accendino).

La zona di cute da cui viene staccata la zecca deve essere molto ben disinfettata e controllata di tanto in tanto in modo che se compare gonfiore o dolore oppure se il soggetto colpito presenta dopo alcuni giorni sintomi come febbre o malessere generale deve essere interpellato immediatamente un medico.
Le zecche, infatti, possono trasmettere una malattia detta "febbre q" o "rickettsiosi".

Le zecche sono parassiti degli animali (in modo particolare dei cani ma anche delle pecore) ma quando si staccano da questi vivono nella vegetazione, sugli alberi, sugli arbusti, o semplicemente nell'erba.

ZECCA
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PROCESSIONARIA (da noi chiamata "Bruga")
La processionaria, è un insetto dell'ordine dei lepidotteri,esso deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di "processione".
E' uno degli insetti più distruttivi per le foreste, capace di privare di ogni foglia vasti tratti di pinete durante il proprio ciclo vitale.
La processionaria è attiva solo durante i periodi freddi dell'anno, dal momento che trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppelito sotto terra.

I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l'azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza).

A seconda della zona del corpo interessata, diversi sono i sintomi:
In caso di contatto con la pelle:
Apparizione in seguito al contatto di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sì sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli.
In caso di contatto con gli occhi
Rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità.
In caso di inalazione
I peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l'asma).
In caso di ingestione
Infiammazione delle mucose della bocca e dell'intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.

Come curarsi:
In caso di dermatite, Lavare ogni vestito, maneggiandolo con i guanti, e scegliere la temperatura più alta possibile per il lavaggio. Lavare la pelle abbondantemente con acqua e sapone. Eventualmente è possibile far uso di strisce adesive per staccare i peli urticanti dalla pelle, come per una ceretta. Spazzolare energicamente i capelli se necessario. Consultare un medico in caso di eruzione cutanea grave.

In caso di congiuntivite, gli occhi devono essere risciacquati abbondantemente per eliminare eventuali peli urticanti. Effettuare da un oculista un esame per vericare che non permangano residui di peli urticanti. I peli profondamente integrati nel tessuto oculare dovranno essere rimossi chirurgicamente.

In caso di dispnea, la valutazione dei sintomi respiratori va effettuata da un medico. Questo dispone un trattamento appropriato ai sintomi. Il trattamento può includere antistaminici, corticosteroidi e aerosol.

PROCESSIONARIA - BRUGA
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VIPERE
Come riconoscere la vipera: la testa della vipera è più schiacciata, e vista dall'alto è più larga di quella dei serpenti non velenosi, con una forma quasi triangolare, è poi ricoperta da scaglie di piccole dimensioni mentre quelle dei serpenti non velenosi sono sempre ampie e piuttosto evidenti.
L'occhio della vipera presenta una pupilla verticale a forma di fuso come quella dei gatti, al contrario degli altri serpenti che l'hanno circolare.
Nella vipera il corpo è piuttosto tozzo, e la coda, pur terminando a punta, è breve, tanto che ci sono pochi centimetri fra la parte del corpo col massimo diametro e quella con diametro minimo della punta.(I serpenti non velenosi hanno, al contrario, una forma più allungata ed affusolata con una diminuzione del diametro del corpo dalla testa verso la coda molto più graduale e ben visibile)
Altra differenza sostanziale si può osservare nel segno lasciato dal morso sulla cute nel caso di morso di vipera appaiono chiaramente due punti rossi piu grandi degli altri, distanziati fra loro circa di 1 centimetro; sono dovuti alla presenza dei denti veleniferi.

I sintomi: oltre ai segni lasciati dai denti, il morso della vipera provoca arrossamento, gonfiore, formicolio, dolore, cianosi (colore bluastro della cute) che nei primissimi minuti sono localizzati nella zona circostante il morso stesso, ma che rapidamente si espandono verso la periferia.
Nell'arco di un'ora iniziano a comparire anche gli effetti sistemici, rappresentati da nausea, vomito (a volte con sangue), dolori muscolari, diarrea, collasso cardiocircolatorio, shock con perdita di coscienza.


Primo Soccorso:
se il primo soccorso è svolto con diligenza, rapidità e molta attenzione è relativamente difficile che il morso di vipera si riveli effettivamente mortale.
La gravità del morso dipende da diversi fattori:
- età della persona;
- peso corporeo;
- condizioni generali di salute;
- sede e profondità del morso;
- quantità del veleno iniettata, dipendente a sua volta dallo stato di pienezza delle ghiandole velenifere e dalle dimensioni della vipera.

[Info]
La quantità di veleno mortale per un uomo adulto ed in buono stato di salute è circa il doppio della dose media iniettata con il morso !

La prima cosa da fare in assoluto è mantenere la calma, in modo tale da non agitare ulteriormente l'infortunato e da compiere tutte le manovre di primo soccorso con la dovuta attenzione.
Evitare qualsiasi movimento dell'infortunato, che non farebbe altro che velocizzare la distribuzione del veleno nell'organismo: l'infortunato deve essere sdraiato e mantenuto tranquillo.
La zona del morso va lavata con acqua e sapone e poi disinfettata con sostanze che non contengano alcool, in quanto l?alcool aumenta la tossicità del veleno.
Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm a monte della ferita: questo laccio come già detto non deve essere troppo stretto, tanto che al di sotto di esso deve passarci un dito perché deve solo fermare la circolazione linfatica e non quella sanguigna essendo il primo a portare in circolo il veleno.
Quando dopo alcuni minuti la parte si sarà gonfiata ricordarsi di mettere un secondo laccio più a monte prima di togliere il primo altrimenti ogni ostruzione sarà resa vana ed il veleno andrà in circolo con massima velocità e facilità e non potremo più riprendere in mano la situazione.
Assolutamente non succhiare il sangue dalla ferita con la bocca in quanto è facilissimo che il soccorritore assuma a sua volta del veleno attraverso microferite in bocca che spesso non sappiamo nemmeno di avere.

[Alternativa]
Deve essere usata a questo riguardo una pompetta aspiraveleno in vendita in farmacia.
E' opportuno aspirare il prima possibile alcuni millilitri dalla zona del morso.

Non è consigliabile incidere la cute tra i fori dei denti veleniferi, per evitare il rischio di infezione tetanica e per non aumentare la zona di assorbimento di veleno eventualmente rimasto sulla cute.
Sulla zona del morso può essere applicato del ghiaccio (vedi api e vespe).
Si possono somministrare all'infortunato bevande eccitanti come the o caffè lungo che contiene più caffeina perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio. non devono essere somministrate bevande alcooliche come grappa o birra o vino in quanto, com'è noto, l'alcool è un vasodilatatore favorendo così l'abbassamento della pressione arteriosa.

[Il Siero Antivipera]
Per quanto riguarda l'impiego del siero antiofidico è meglio evitarne l'uso e questo per diversi motivi: anzitutto il siero deve essere assolutamente conservato ad una temperatura costantemente bassa che vada tra i 2° e i 6°C, poiché a temperature più elevate anche di pochi gradi perde la sua efficacia, fino a diventare addirittura potenzialmente tossico. In secondo luogo può provocare una reazione allergica più grave e più difficile da gestire e da controllare del problema del morso di vipera stesso (è noto che molti decessi siano determinati da reazioni anafilattiche al siero antiofidico).

[Prevenzione]
Detto tutto ciò ricordiamo che alcuni semplici accorgimenti saranno importantissimi come ad esempio avere sempre i calzoni della mimetica dentro agli anfibi;
Ricordate che le vipere spesso si spaventano con poco, basta fare un po' di rumore ma non cercate di colpirle con dei sassi o allontanarle con il fucile o con un bastone potrebbe capitare che si ribellino e attaccandovi la situazione sarebbe peggio..sono tendenzialmente animali schivi e sono le prime ad avere paura di noi.
Le vipere solitamente non stanno solo in posti freschi o solo in posti caldi quindi non ci sono posti particolari dove è più facile trovarli ma di certo in casolari abbandonati fra sassi e sterpaglie è più facile poter fare un incontro con loro.

VIPERA COMUNE

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PIANTE, SPINE & C.

ORTICA

[Info]
Alta fino a 1m, predilige luoghi umidi, meglio se ombrosi (si trova anche nei pressi di ruderi e ai margini delle strade).
Foglie grandi ovate e opposte, lanceolate, seghettate e acuminate.
Fiorisce da maggio a ottobre.
Foglie e fusti sono ricoperti da tricomi (peli) contenenti una sostanza urticante. Quando si sfiora la pianta, l'apice dei peli si rompe e ne fuoriesce un liquido irritante formato principalmente da acetilcolina, istamina, serotonina e probabilmente acido formico.
Il liquido urticante, un acido resinoso, già a dosi irrisorie provoca la comparsa di vesciche sulla pelle.

[Curare le vesciche]
L'unica soluzione è disinfettare e pulire con dell'alcool.

PIANTA DI ORTICA
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SPINE DELLE PIANTE

Se la spina è visibile e ne esce un pezzo fuori pelle potete provare a tirarla via utilizzando la pinzetta dopo averla posizionata trasversalmente alla spina in questione.
Dovrai poi disinfettare tutta la parte con alcool o altro disinfettante lasciandolo cadere a gocce sulla parte. (Meglio far uscire prima qualche goccia di sangue).
Il legno, specialmente quello vecchio, è portatore di tetano, quindi se la scheggia è in profondità dovete avvisare il tuo medico e non cercare di rimuoverla da soli.


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KIT DI PRIMO SOCCORSO - LISTA

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Guanti Sterili Monouso - Confezione singola
Laccio Emostatico
Disinfettante - Acqua ossigenata o Betadine
Ghiaccio Istantaneo
Garza Ammoniaca - Per punture di insetti
Garza Sterile
Garza Bendaggio
Cerotto a Nastro - Per fissaggio
Cerotti Assortiti
Bisturi - Monouso
Forbici
Spille da Balia
Pinzette
Pinzetta Zecche - (Eventuale)
Pompetta Aspiraveleno - (Eventuale)
Bustine di Plastica
Fazzoletti
Medicinali - Antinfiammatori (Oky, Aulin, Ecc...), Analgesici (Aspirina, Tachipirina, Ecc...), Antidiarroici (Imodium, Enterogermina, Ecc...]
Integratori - Sali minerali e potassio (Polase, Ecc...)

Tutto il materiale va controllato periodicamente; Nel Kit inserire tutto in ordine di utilizzo e rimpiazzare il materiale utilizzato con il nuovo.
Ricordarsi di controllare la scadenza dei medicinali.




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SEZIONE VIDEO

SANGUE DAL NASO
http://www.youtube.com/watch?v=ZFwNZXbRKSo

PUNTURE DI INSETTI
http://www.youtube.com/watch?v=s-aONcgYCaU

COLPO DI CALORE E SVENIMENTO
http://www.youtube.com/watch?v=paON5B03yU

FERITE SULLA PELLE
http://www.youtube.com/watch?v=t60-TNeCNCc

CORPO ESTRANEO NELL'OCCHIO
http://www.youtube.com/watch?v=LsVwW1BGJso

CONTUSIONI
http://www.youtube.com/watch?v=MAW5kITz-Lg

USTIONI E SCOTTATURE
http://www.youtube.com/watch?v=amBPCeC2ZCY

SOFFOCAMENTO
http://www.youtube.com/watch?v=GuMu46gT2Fg
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Re: [PRIMO SOCCORSO]

Messaggiodi Kap » 22/02/2011, 20:21

TOPIC AGGIORNATO (22-02-2011)
- Aggiunta Sezione "BASIC LIFE SUPPORT (Manovre BLS)"
- Aggiunta Sezione "POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA (PLS)"
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